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Ubuntu 18.04 su Lenovo X1 Carbon 6th 2018

martedì 15 gennaio 2019

Dopo qualche mese di utilizzo dell’X1 Carbon 6th 2018 con Windows 10 come host e Ubuntu 18.04 come guest, ho deciso di invertire le parti e usare Ubuntu 18.04 come host e Windows 10 come guest.

Il tutto dopo aver testato la macchina in dual boot. Il dual boot non mi ha soddisfatto. Il BIOS consente di scegliere fra Sleep State certificato per Windows 10 o per Linux, il che comporta la necessità di modificare questa impostazione ogni qual volta si avvia l’uno o l’altro sistema. Nonché, se usate un mouse bluetooth senza ricevitore o qualsiasi altro dispositivo bluetooth, questi non potranno connettersi, passando da un sistema operativo all'altro, senza effettuare una nuova procedura di pairing. Inoltre, l’installazione di Ubuntu 18.04 a fianco di Windows 10 non consente di criptare i dati. Infine, dovrete risolvere il vetusto conflitto che riguarda la sincronizzazione dell’ora fra Ubuntu e Windows, niente di che, per carità, ma si può evitare.

Così, ho deciso di passare definitivamente a Ubuntu come primo sistema operativo. I risultati sono più che soddisfacenti: si può criptare il disco durante l’installazione, non si deve effettuare ripetutamente il pairing dei dispositivi bluetooth, in particolare del mouse, cosa più fastidiosa perché richiede l’upgrade di Bluez a una versione ancora sperimentale e una procedura di pairing un po' macchinosa; comunque, nulla di trascendentale, ci vuole solo un po’ di pazienza, che ho dedicato con piacere al fine di poter utilizzare al meglio Ubuntu.

Molti dei problemi di compatibilità rilevati da alcuni, di cui si possono trovare pagine e pagine in rete, personalmente non ho dovuto affrontarli. Anzi, devo dire che funziona tutto out of the box, esclusi i tasti speciali, che corrispondono ai tasti F11 e F12, quelli che in Windows avviano rispettivamente un software di gestione della tastiera e un comando personalizzato tramite software, e il lettore di impronte digitali.

Tasti F11 e F12 con funzione speciale
Le funzioni speciali dei tasti F11 e F12 non funzionano

Fingerprint e relativa spia.
Il fingerprint non viene rilevato. Infatti la spia rimane spenta.
 

Il resto funziona tutto alla perfezione. Queste tre piccole lacunette non mi hanno creato alcun disagio, anche se non nascondo di aver dedicato vanamente, ma anche superficialmente, una decina di minuti per colmarle. Ho provato a fare funzionare i tasti speciali con xev, ma questi non vengono rilevati al momento della loro pressione. Con showkey, invece, vengono rilevati, ma non ho trovato modo in seguito di assegnargli una funzione. Ho provato anche a far funzionare il fingerprint, ma solo per puro desiderio di smanettamento, non per reale necessità di questo dispositivo. Se qualcuno si è incaponito più di me in merito, ben venga il suo contributo.

L’esperienza d’uso dell’X1 Carbon 6th 2018 con Ubuntu 18.04, una volta raggiunte le condizioni ottimali, dà molta più soddisfazione di quella con Windows: le procedure di avvio, riavvio, spegnimento, aggiornamento e risveglio del sistema sono molto più veloci. Per quanto riguarda la stabilità, non c’era nulla da eccepire con Windows 10, sistema per il quale questo laptop è certificato, e non c’è nulla da eccepire neanche usando Ubuntu, il quale aggiorna automaticamente anche il BIOS senza nessun tipo di problema.

L’unica cosa, se decidete di installare Windows 10 in macchina virtuale sotto Ubuntu, premesso che il vostro computer fosse dotato di Windows 10 nativamente, prima di tutto dovrete risalire al seriale salvato nella scheda madre per poter attivare il sistema operativo appena installato; poi, per far funzionare correttamente l’audio, dovrete usare in VirtualBox i driver Alsa e il controller AC97 anziché, rispettivamente, Pulse e Intel. In seguito, dovrete anche abilitare l’installazione di driver non consentiti e installare i driver Realtek AC97 in Windows 10. E’ possibile anche che si verifichino degli artefatti grafici del tutto trascurabili quando si avviano le impostazioni di Windows, problema che ho risolto usando l’ultima versione di virtualbox, cioè la 6.0.0 con relativo extension pack e correlate guest addictions, il tutto scaricabile direttamente dal sito Oracle, e abilitando l'accelerazione 3D e 2D. Con la versione presente nei repository ufficiali, non sono riuscito a ottenere gli stessi buoni risultati.

Per quanto riguarda l’autonomia, aspetto che temevo di più potesse deludermi, sono stato piacevolmente sorpreso: installato e personalizzato CPU Power Manager, l’autonomia massima era di circa 13 ore, più o meno al pari di quella offerta da Windows. Installato anche TLP, l’autonomia può arrivare anche a 15 ore... Fantastico! (N.B.: non settate la frequenza minima del processore sotto il 10% in nessuna delle impostazioni disponibili di CPU Power Manager, altrimenti queste non verranno prese in considerazione dal programma stesso).

CPU Power Manager
Impostazioni di CPU Power Manger
 

Autonomia
Autonomia con le impostazioni di CPU Power Manager attive come da figura precedente
 

Autonomia
Autonomia in seguito all'installazione di TLP
 

Il registro di Ubuntu rileva dei piccoli problemi di Throttling, ma personalmente questo non mi preoccupa, aspettare qualche secondo in più per lo svolgimento di un’operazione non è per me un problema e mettere le mani, non sempre migliora le cose. Magari in futuro, quando avrò un po’ di tempo in più, testerò anche il fix reperibile in rete relativo a questo problema, di cui ci sono opinioni discordanti sulla sua effettiva efficacia.

Throttling
Throttling
 

Le impostazione del BIOS da modificare prima dell’installazione di Ubuntu sono:

Sleep State = Linux

Secure Boot = Disabled

OS Optimized Defaults = Disabled

Quest’ultima impostazione potrebbe disabilitare la virtualizzazione della CPU, per cui se dovete usare macchine virtuali, ricordate di controllare se è ancora attiva.

BIOS: Sleep State
BIOS: Sleep State

BIOS: Secure Boot
BIOS: Secure Boot

BIOS: OS Optimized Defaults
BIOS: OS Optimized Defaults
 

Per alcuni dei vari lavoretti che faccio, avevo necessità, fra l’altro, di effettuare ricerche di parole all’interno di file di testo e fogli di calcolo, all'interno di determinati percorsi di salvataggio, senza che questi fossero aperti, funzionalità non offerta nativamente dal servizio di ricerca tramite interfaccia grafica di Ubuntu, per cui ho dovuto ricorrere all’installazione ed uso di DocFetcher. Questo programma, che velocizza le operazioni sopra citate, altrimenti fattibili solo da riga di comando (grep), necessita delle librerie Java facilmente installabili. L’avvio di DocFetcher avviene tramite riga di comando, ma installando l’applicazione Main Menù (alacarte) si può associare il comando all’icona e farlo partire anche con un semplice click.

Un’altra cosa che ho notato è che l’applicazione monitor di sistema presente all’interno di Ubuntu 18.04, l’equivalente del task manager di Windows, funziona in modalità snap. Ciò comporta che sotto la voce File System siano elencati tutti gli snap, cosa che crea un po’ di confusione. Per rimediare a questo piccolo inconveniente, basta disinstallare la versione snap ed installare quella apt e tutto diventa più comprensibile.

Se l’interfaccia grafica predefinita di gnome non vi soddisfa potete anche installare personalizzazioni di gnome e dconf: attraverso queste piccole applicazioni, facilmente scaricabili da Software, il centro di download delle applicazioni di Ubuntu, potrete ottenere quello che volete.

In alcuni casi, per la gestione delle partizioni, il programma Dischi, che l’installazione di Ubuntu porta con sé, potrebbe non bastare: in questo caso, basta ricorrere al buon vecchio gparted.

Se avete una multifunzione HP anche wifi, consiglio di installare l’ultima versione di hplip, che offre maggiori funzionalità per la gestione del driver di stampa e scansione. Ma ricordate di installare prima TopIcon, altrimenti incontrerete dei problemi.

Se usate o installate spesso applicazioni non presenti all’interno dei repository ufficiali e volete controllarne la genuinità e non sapete come fare da riga di comando o volete velocizzare l'operazione, potete scaricare 7Zip da Software: quest’applicazione, oltre a estrarre file da archivi compressi, consente anche, con un paio di click, di effettuare il controllo in questione.

Sappiate anche che la scheda di rete senza fili Intel AC 8265 lavora in modo predefinito sulla banda a 2.4 GHz con Ubuntu. Si può, comunque, impostare il WiFi in modo che lavori permanentemente sulla banda a 5 GHz.

Infine, se avevate criptato qualche tipo di unità di memorizzazione con BitLocker, potrete decriptarla e visualizzarne il contenuto grazie a Dislocker.

Una volta fatto tutto questo, ho raggiunto un buon grado di soddisfazione dello stato delle cose; così, per evitare di dover rifare tutto da capo in caso di guasti hardware o software, questi ultimi da me stesso procurati per esigenze di testing e non certo dovuti al sistema operativo in sé, ho creato un’immagine del sistema su un disco esterno con clonezilla, programma con il quale mi sono trovato molto bene, sia nella fase di creazione dell'immagine, che in quella del suo ripristino... funziona meglio di tanti programmi molto più blasonati per giunta a pagamento.

Buon Ubuntu Linux 18.04 sul vostro Lenovo X1 Carbon 6th 2018! ...e non solo.

 

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